pregiudizi

Nel mio ultimo post ho scritto cosa significa per me oltrepassare la dogana europea ed entrare per vivere nel Vecchio Continente. Le sfide relative all’accoglienza, da una parte, e all’inculturazione, dell’altra, sono tante, ma restare aperti sembra l’atteggiamento più adeguato quando si vive questo tipo d’esperienza.

Oggi, continuando a porre attenzione all’attualità e cercando di portare avanti gli approfondimenti sulla vita come immigrato vorrei parlare dei pregiudizi agli extracomunitari dalla prospettiva di chi li subisce.

I brasiliani sono “malandros”

La parola “furbo” in portoghese viene tradotta con il termine “malandro”. Nella mia lingua madre “malandro” è colui che raggiunge i suoi scoppi personali utilizzando una strategia che esige il minimo sforzo e la massima efficacia senza, però, una preoccupazione morale rispetto al processo.

pregiudiziDevo dire che, non poche volte, ho sentito dire da alcuni cittadini europei che “i brasiliani sono malandros” proprio perché spesso riescono a cavarsela ignorando però le regole.

Bene. Bisogna dire che, spesso, i pregiudizi rimangono vivi perché confermati dalla pratica. Tra i tanti brasiliani che ho trovato per caso in Europa potrei dire che tanti sono arrivati nel Vecchio Continente in modo sospettoso.

Poi, atterrati in Europa, alcuni dei miei compatrioti cercano di riprodurre il sistema che esiste in Brasile, dove le regole esistono sì, però sembra stupido chi le segue e i governanti non si sforzano affinché siano rispettate. Abituati a questa logica, alcuni brasiliani cercano di riprodurla dovunque, ma, quando non sono penalizzati dal governo straniero, diventano antipatici per i cittadini del posto che si comportano in modo civile, senza necessariamente aver bisogno di uno Stato che gli stia addosso.

La corruzione non à genetica

Molte volte ho anche sentito dire che il Brasile è un paese corrotto. Per via della loro ignoranza, alcuni europei sembrano quasi credere che la corruzione è nel DNA dei brasiliani. Bisognerebbe però, anzitutto, conoscere un po’ della storia del mio paese per trovare alcune possibili spiegazioni.

Bene. Dopo quattro mesi in Europa, mi rendo veramente conto che non è proprio così, che la corruzione non è una caratteristica esclusiva dei cittadini del detto Terzo Mondo. Disonestà, profitto altrui, mancanza d’educazione di base esistono anche qui nel Vecchio Continente. La grande differenza è che, in Svizzera, per esempio, lo Stato è più presente e, soprattutto, punisce con efficacia le violazioni delle regole, garantendo un ambiente di ordine e rispetto reciproco. Non poche volte qui, ho sentito parlare del rispetto come valore nazionale alla base di ogni relazione. Poi, specialmente nel rapporto con lo Stato, si può proprio “respirare” quest’atmosfera di mutuo rispetto. Essendo io straniero posso dire però che, nel contatto sociale con le persone, si sperimenta un rispetto che si manifesta di maniera diversa ed è molto misurato dagli interessi specifici.

Il bene viene promosso dagli incontri, non dai pregiudizi

pregiudiziLe mie riflessioni sui pregiudizi sono abbastanza ovvie. Però credo che debbano essere sempre riscritte, ripetute, per non rischiare di sottovalutarsi. Tutte le politiche nazionali devono avere un sguardo maturo verso gli stranieri, senza mai fomentare la divisione, ma coltivando il rispetto, l’educazione e l’inculturazione da entrambi le parti.

I mass media poi giocano anche un ruolo decisivo, perché hanno la capacità di fabbricare stereotipi pericolosi, che fanno aumentare i conflitti, le divisioni, le tensioni che nulla servono al bene comune.

Bisogna pensare, ascoltare, informarsi ed educarsi affinché non ci si lasci portare dai pregiudizi. La vera conoscenza dell’altro nasce della convivenza pacifica, fraterna, quotidiana.

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Revisione Maria Teresa Cervi

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